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MATE vs XFCE

Quando l’ambiente Unity è stato abbandonato da Canonical mi sono chiesto a quale ambiente mi convenisse passare, come penso abbiano fatto molti utilizzatori di Ubuntu. Seguire il default di Ubuntu e passare a Gnome 3, oppure cercare qualcosa di nuovo/vecchio?

Personalmente Gnome 3 non mi ha mai convinto molto, ed inoltre mi ritrovavo a casa ad avere rimesso in sesto un PC con un processore piuttosto datato, e volevo quindi un ambiente che fosse il più possibile leggero e veloce, ma comunque funzionale.

Ho voluto quindi prendere l’occasione per provare l’ambiente MATE, installando l’omonima distribuzione Ubuntu MATE.

Come è andata? MATE ha perso. Già dopo qualche mese ho installato in parallelo anche XFCE, con cui avevo già confidenza ma avevo sempre considerato come ambiente esclusivamente per PC vecchi o secondari, e qualche giorno fa ho preso la decisione di rimuovere definitivamente (quasi) ogni traccia di MATE dal PC. Ho lasciato solo alcuni strumenti di utilità, come la calcolatrice (mate-calculator) che in XFCE non c’è e il visualizzatore immagini (eom) che è innegabilmente migliore di “ristretto”, il visualizzatore immagini di XFCE.

Il progetto MATE è una buona idea, perché consente di non perdere il “buono” che c’era in Gnome 2, per tutti gli utenti che non hanno apprezzato il passaggio a Gnome 3. Infatti si tratta di un fork di Gnome prima del passaggio da GTK 2 a GTK 3, con le conseguenti rivoluzioni che, nel bene o nel male, sono state apportate. Il problema è che, proprio per questo, mi sembra che sia “ancorato” ai ricordi, e non abbia sbocchi per il futuro. Nonostante si basi su Gnome 2, l’ambiente MATE mi è risultato poco stabile, con ogni tanto crash o malfunzionamenti.

Anche le personalizzazioni aggiunte dal progetto Ubuntu MATE non mi sono piaciute: ho trovato molto scomodo il menu Brisk personalizzato per somigliare alla dash di Unity, e allo stesso modo brutta e poco funzionale la dock realizzata allo stesso scopo.

Quindi esito finale: per me XFCE vince su MATE, senza alcun dubbio.

E si scopre anche che Thunar è meglio di Caja (il file manager di MATE); ha magari meno funzionalità, ma è facilmente estendibile creando delle azioni personalizzate, e risulta più elegante e veloce nell’utilizzo.

Ma allora, non c’è proprio un’alternativa a Gnome 3, che ne mantenga però le basi? La risposta è sì, e si chiama Cinnamon, è sempre un fork di Gnome ma realizzato dopo il passaggio a GTK 3, da cui ha quindi ereditano l’impostazione moderna, ma è che è stato evoluto nel tempo (e il cui sviluppo è tuttora in corso) per essere semplice ma ricco di funzionalità. Un esempio è dato dal gestore file Nemo, fork di Nautilus, che ha mantenuto molte delle funzionalità che in Nautilus invece sono state rimosse, ma tuttavia senza rinunciare all’aspetto moderno come invece ha dovuto fare Caja.

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Categorie:Varie Tag:,

Definire azioni personalizzate in Thunar

Tra i vantaggi di Thunar, il gestore file di XFCE, c’è la possibilità di definire facilmente azioni personalizzate da richiamare su file e cartelle con il menu contestuale (tasto destro del mouse).

La funzionalità è simile ai Nautilus Scripts, che però richiedono di creare un file per ogni azione, e non consentono di selezionare i tipi di file di validità degli script né di visualizzare un’icona, oppure alle più avanzate Nautilus Actions, che è però un pacchetto aggiuntivo e con una configurazione molto più complessa.

Le azioni personalizzate (custom actions in inglese) di Thunar hanno invece un’interfaccia molto semplice, accessibile dal menu Modifica > Imposta azioni personalizzate.

Nella prima scheda si indica il nome del file, un’eventuale descrizione (che comparirà nella barra di stato passando con il mouse sull’azione), il comando da eseguire e un’eventuale icona da visualizzare del menu contestuale.

Da notare che per l’icona non è necessario caricare un proprio file, ma è possibile attingere dalla librerie di icone di sistema, rispettando così anche il tema applicato nell’ambiente grafico.

Nella stessa finestra vengono elencati i parametri utilizzabili nel comando, ricordando che sono passati racchiusi tra singolo apice (‘) e in caso di multiselezione (comandi %F %D e %N) i vari file vengono passati da spazio.

Nella seconda scheda è possibile definire per quali tipologie di file rendere visibile l’azione, ad esempio *.pdf per tutti i documenti PDF. Attenzione: il filtro è case sensitive, quindi se il file si chiama DOCUMENTO.PDF e il filtro è *.pdf l’azione non sarà visibile. E’ comunque possibile definire estensioni multiple, separate da punto e virgola ad esempio: *.pdf;*.PDF .

Se si vuole creare dei comandi applicabili sulla selezione contemporanea di più file, si può utilizzare la seguente sintassi:

for fn in %F; do COMANDO "$fn"; done

Nella seguente pagina su Diigo sto annotando le varie azioni che nel tempo mi sono state utili:

https://diigo.com/0dpx2e

Categorie:Guide Tag:,

Problemi dopo sospensione con Ubuntu 18.04 e driver nouveau

Con l’aggiornamento di Ubuntu 17.10 (precisamente Ubuntu Mate, ma non penso sia importante) alla versione 18.04 LTS la sospensione del PC non era più funzionante.

Il sistema andava correttamente in sospensione, ma al ripristino lo schermo rimaneva nero, il disco lavorava un po’ per rimanere poi completamente bloccato, richiedendo un riavvio hardware.

Dopo qualche ricerca ho trovato questa risposta sul forum Dell:
Re: Suspend-resume problems on Ubuntu 18.04

Dove veniva indicata come causa del blocco il driver “nouveau”, cioè il driver open source per le schede grafiche Nvidia. L’unica soluzione è evitare il caricamento di tale modulo.

Anzitutto è necessario sostituirlo con il driver Nvidia proprietario, selezionandolo da Centro di controllo > Driver aggiuntivi:

nvidia_binary_driver

Fatto questo, nella risposta sopra viene suggerito di metterlo in blacklist, ma io per comodità ho rimosso completamente il pacchetto:

sudo apt remove xserver-xorg-video-nouveau

La sospensione e il ripristino del PC hanno così ripreso a funzionare!

Categorie:Guide

Script Caja per creare un slideshow di sfondi per Mate

Articolo derivato dal precedente Script Nautilus per creare un slideshow di sfondi, modificato per il funzionamento con Caja, il gestore file di Mate.

Questo articolo spiega come creare degli slideshow di sfondi in ambiente Mate , tramite uno script per il gestore file Caja (derivato da Nautilus), rendendoli selezionabili dalla finestra di selezione dello sfondo di Mate.

mate_sfondi

 

Lo script è visualizzabile e scaricabile da qui: https://paste.ubuntu.com/p/4W4rtXkQ8C/

Attenzione: verificate che il file abbia fine riga Unix/Linux (potete verificarlo aprendolo con Pluma e selezionando File > Salva come), altrimenti non funzionerà.

E’ sufficiente inserirlo nella cartella .config/caja/scripts della propria home, rinominandolo con un nome a propria scelta, es. “Crea slideshow sfondi” (sarà il nome dello script, non deve necessariamente finire per .sh), e darvi il permesso di esecuzione: tasto destro > Proprietà sul file, scheda Permessi, click su “Consenti l’esecuzione del file come programma”.

A questo punto in Caja si potrà selezionare la cartella contenente gli sfondi, fare click destro > Scripts > Crea slideshow sfondi (o il nome scelto).

Tecnicamente questo script crea un file XML nella cartella .backgrounds, con l’elenco di tutte le immagini, e il file XML di definizione per Mate nella cartella .local/share/mate-background-properties. Notare che i file XML presenti invece gnome-desktop-properties non vengono considerati da Mate, come descritto in questa issue, che probabilmente non verrà accettata: Should show GNOME wallpapers too, if present

Notare infine che il file XML viene creato con lo stesso nome della cartella selezionata, che deve quindi essere univoco.

Categorie:Guide Tag:, , ,

Bing Homepage Gallery: indicatore per Ubuntu

Bing è poco utilizzato come motore di ricerca (Google resta il migliore), ma indubbiamente gli sfondi proposti ogni giorno sono bellissimi, e molto adatti ad essere utilizzati come sfondo del desktop.

Qui si può consultare lo storico degli sfondi di Bing: Bing Homepage Gallery

Cercavo quindi un modo per impostare rapidamente lo sfondo del desktop di Ubuntu da Bing, ed ho trovato questo articolo di OMG Ubuntu: This App Sets the Bing Image of the Day as the Wallpaper on Linux. Con questo script Python (che utilizza Cappind per creare l’indicatore) è possibile impostare automaticamente lo sfondo del desktop dallo sfondo del giorno di Bing, e nell’articolo viene spiegato come impostare lo script per l’esecuzione automatica, all’avvio della sessione.

Tuttavia, io non volevo che questa attività fosse automatica, né per giorno né per sessione, perché ci sono degli sfondi che mi piacciono particolarmente e voglio mantenerli. Inoltre, volevo poter “provare” lo sfondo odierno e tornare al precedente, se non mi piacesse, ed infine essere in grado di visualizzare la descrizione dello sfondo impostato anche successivamente.

Partendo quindi dallo script indicato nell’articolo, ho realizzato un indicatore personalizzato con le voci seguenti.

  • Today Bing Wallpaper : imposta lo sfondo all’immagine del giorno di Bing; una notifica visualizza la descrizione dell’immagine
  • Restore previous Bing Wallpaper: reimposta lo sfondo Bing precedentemente impostato
  • Show current Bing description: visualizza la descrizione dello sfondo Bing attualmente impostato

Inoltre è possibile aggiungere voci per impostare sfondi personalizzati, ad esempio slideshow di sfondi, con un comando come il seguente (per Gnome / Unity):

gsettings set org.gnome.desktop.background picture-uri 'file:///home/sbagnatica/.backgrounds/BingTheme.xml' & ;;
"Vladstudio" )

Oppure se si utilizza Mate, il comando va modificato come di seguito:

gsettings set org.mate.background picture-filename '/home/sbagnatica/.backgrounds/BingTheme.xml' & ;;
"Vladstudio" )

Per come creare facilmente slideshow di sfondi in Ubuntu, a partire da una cartella, rimando al mio precedente articolo: Script Nautilus per creare un slideshow di sfondi

Riporto di seguito i link per scaricare lo script, in base all’ambiente in uso.

Gnome e Unity: wallpaper-indicator-gnome.zip
Mate: wallpaper-indicator-mate.zip
XFCE: wallpaper-indicator-xfce.zip

Nota: i file show_current_bing_desc.shwallpaper-indicator.sh vanno modificati in base alla directory di installazione, e alla cartella in cui si desidera scaricare gli sfondi. Gli sfondi da me utilizzati sono:

  • /opt/scripts -> directory di installazione
  • /home/sbagnatica/Immagini/BingWallpapers -> directory per gli sfondi di Bing

Nuvola Player 3 e Hello Play

Nuvola Player è un software per Linux, con pacchetti di installazione in particolare Ubuntu, Debian e Fedora, che consente di utilizzare diversi servizi di musica online integrandoli agli ambienti desktop Unity e Gnome.

nuvolaplayer_helloplayIn particolare il vantaggio principale rispetto all’esecuzione in un normale browser è l’integrazione con l’indicatore musicale di Ubuntu, consentendo di vedere i dettagli del brano corrente e controllare la riproduzione in qualsiasi momento.

Inoltre viene attivato il menu contestuale sull’icona del lanciatore, e con il tasto destro è possibile controllare la riproduzione e, per i servizi che lo prevedono, dare il comando “mi piace” o “non mi piace” per il brano in ascolto.

Nuvola Player 3 supporta ufficialmente 13 servizi di musica online, tra cui i famosi Deezer, Google Play Music, Spotify.

Le istruzioni di installazione di Nuvola Player sono qui indicate, e richiedono l’installazione di un repository dedicato: Install Nuvola Player 3.0.

Personalmente avevo già contribuito a Nuvola Player sviluppando l’integrazione per Jango, inclusa nel repository ufficiale.

Recentemente ho sviluppato anche l’integrazione per Hello Play, un nuovo servizio di musica online creato da Universal Music per Hello Bank, il conto online di BNL; per essere utilizzato dopo il periodo di prova di 30 giorni richiede infatti l’apertura di un conto corrente gratuito Hello Money di Hello Bank, conveniente e dall’offerta sostanzialmente allineata agli altri conti correnti online.

Per installare l’integrazione Hello Play per Nuvola Player in Ubuntu e Debian è sufficiente scaricare ed installare il pacchetto seguente: nuvolaplayer3-helloplay_1.0-1.deb

Per altri sistemi Linux, o se si preferisce eseguire l’installazione manuale, è possibile scaricare il pacchetto sorgente dal mio repository GitHub:

https://github.com/thepisu/nuvola-app-helloplay

Avviare quindi Nuvola Player ed avviare il servizio con doppio click sull’icona “Hello Play”, come da screenshot seguente.

nuvolaplayer_services

Categorie:Uncategorized

Come eseguire Supremo, software italiano di controllo remoto, su Ubuntu Linux

Recentemente ho scoperto Supremo, un software di controllo remoto che si propone per grafica e funzionalità come alternativa a TeamViewer, realizzato dalla software house italiana Nanosystems. Gli ambiti di utilizzo possono essere diversi, dal semplice accesso remoto al proprio PC, alle presentazioni condivise a più persone (meeting); ma lo scopo che ritengo più importante per le aziende che operano in ambito informatico è la teleassistenza o supporto remoto, da cui il nome “SupRemo”.

Prezzi: il più conveniente

Partiamo dai costi, che sono il principale punto di forza di Supremo, essendo decisamente più contenuti per l’utilizzo commerciale (l’utilizzo a scopo personale è gratuito). Mentre una licenza Corporate di TeamViewer attualmente ha un costo una tantum di € 1.990, il corrispondente piano Business di Supremo ha un costo di € 178 all’anno; in entrambi i casi sono incluse 3 sessioni simultanee, ed ogni sessione aggiuntiva ha un prezzo di € 698 per TeamViewer e € 39 all’anno per Supremo. Va considerato che l’abbonamento di Supremo va rinnovato ogni anno, contrariamente a TeamViewer che fornisce una licenza perpetua, la quale tuttavia non comprende gli aggiornamenti alle successive major release del software.

Funzionalità: semplici ed essenziali

Le principali funzionalità offerte sono analoghe a quelle più usate di TeamViewer, ne elenco alcune: rubrica ID connessioni, trasferimento file in entrambe le direzioni, supporto di monitor multipli, copia-incolla tra il proprio PC e il PC remoto, installazione come servizio (per accesso non presidiato), creazione di una eseguibile personalizzato con il proprio logo.

Sistemi operativi: ufficialmente solo Windows ma…

Il supporto ufficiale ai sistemi operativi è, attualmente, il punto debole di Supremo, che è infatti dichiarato compatibile solo con Microsoft Windows (da XP a 2012 R2), mentre TeamViewer supporta anche Linux, Mac, iOS, Android, Windows Phone e Blackberry. Anzitutto questo limite è destinatato ad essere presto superato, infatti nei programmi di Nanosystems c’è l’estensione del supporto a Linux e Mac per la fine del 2015 (ma non ancora arrivata nel 2018), come anche la creazione di app per iOS e Android. Nella pratica, si riscontra che Supremo è utilizzabile anche su Linux, tramite il software Wine; ecco allora di seguito come installarlo ed eseguirlo in Ubuntu. La prova è stata fatta sulle release 12.04, 14.04, 15.04 e 16.04.

Installazione di Wine

Wine è un software che consente di eseguire applicativi Windows su sistemi operativi diversi, in particolare Linux (per tutte le principali distribuzioni), con prestazioni simili all’originale. Per ulteriori informazioni su Wine rimando la pagina About Wine. Consiglio l’installazione dell’ultima versione stabile (attualmente 1.6.2 3.0) di Wine, repository ufficiale, come indicato nella pagina Installing WineHQ packages:

sudo dpkg --add-architecture i386 
sudo apt-get update
wget -nc https://dl.winehq.org/wine-builds/Release.key
sudo apt-key add Release.key
sudo apt-add-repository https://dl.winehq.org/wine-builds/ubuntu/
sudo apt-get install --install-recommends winehq-stable

Esecuzione di Supremo in Wine

Supremo non ha pacchetti di installazione, è un singolo eseguibile scaricabile dalla sezione Download del sito ufficiale. E’ quindi sufficiente copiare il file Supremo.exe in una cartella a scelta, ad esempio /opt/supremo, quindi aprire il terminale ed eseguire (sostituendo /opt/supremo con la cartella scelta):

wine /opt/supremo/Supremo.exe

Creazione icona lanciatore per Unity (o altro menu)

Per ottenere l’icona di Supremo fissa nel launcher, e averla elencata nella dash con le altre applicazioni, è necessario creare un file supremo.desktop con il contenuto seguente, da posizionare nella cartella /usr/share/applications (per tutti gli utenti) o ~/.local/share/applications (per l’utente corrente), ricordando che ~ equivale a /home/username.

[Desktop Entry]
Name=Supremo
Comment=Supremo Remote Control Application
Exec=wine /opt/supremo/Supremo.exe
Icon=/opt/supremo/supremo.png
Type=Application
Categories=Network;
StartupNotify=true
StartupWMClass=Supremo.exe

Sostituire /opt/supremo/Supremo.exe con il percorso al file eseguibile nel proprio PC, e /opt/supremo/supremo.png con il percorso ad un file icona (puoi scaricare il logo di Supremo 256×256 con sfondo trasparente). Sarà così possibile lanciare Supremo dall’elenco applicazioni e, tramite tasto destro > Blocca nel launcher, fissarlo nella barra, come da immagine seguente.

supremo_lanciatore

Problemi riscontrati in ambiente Linux

L’esecuzione in ambiente Linux tramite Wine, non essendo ufficialmente supportata, può presentare delle problematiche. Dopo alcune prove io ho riscontrato in particolare le seguenti.

  • mappatura tastiera errata, che comporta la non corretta digitazione di caratteri non alfanumerici (es. simboli o lettere accentate); ho riscontrato però che si risolve attivando l’opzione “Mappa tastiera” dal menu “Controllo”;
  • funzionalità di trasferimento file non funzionante, il click sul comando “File Manager” provoca l’errore “Unable to retrieve icon from list”; è però possibile trasferire i file dal proprio PC a quello remoto trascinandoli sulla finestra di Supremo;
    – problema risolto con la versione 3.3.0 di Supremo + Wine 3.0
  • copia-incolla dal PC remoto al proprio PC non funzionante (al contrario funziona correttamente).
    – problema risolto con la versione 3.0.0 di Supremo

Screenshot

Ecco di seguito alcuni screenshot di una connessione di prova.

Aggiornamento 10/07/2015 – Supremo 3.0.0

Con il rilascio della versione ufficiale 3.0.0.363 ho verificato tale aggiornamento in ambiente Linux, e la procedura sopra riportata è ancora valida, e correttamente funzionante. Inoltre, è stato risolto il problema di copia-incolla dal PC remoto al proprio PC non funzionante, ora il copia-incolla del testo avviene correttamente.

Aggiornamento 24/01/2018 – Supremo 3.3.0

Ho verificato che ora, utilizzando Supremo 3.3.0.865 con Wine 3.0, è correttamente funzionante anche il trasferimento file, in entrambe le direzioni.

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